I tappeti come elemento di design: intervista con l'interior designer Anna Bergner
Erfahren Sie im Interview mit Interior Designerin Anna Bergner, wie Teppiche Räume gestalten, Atmosphäre schaffen und das Interior Design stilvoll aufwerten. Inspirierende Tipps & Trends.
Introduzione
Quale tappeto si adatta a quale stanza? È una domanda che si pone quasi sempre alla fine di un progetto d'arredo – per esempio quando i colori delle pareti per il soggiorno e i mobili come il divano, gli armadi e il tavolino sono ormai decisi. Ma è proprio a questo punto che si decide se una stanza risulta armoniosa o se le manca ancora qualcosa. Abbiamo parlato con Anna Bergner. Nella sua consulenza d'arredo online progetta interi concetti abitativi e sviluppa soluzioni su misura, calibrate esattamente sui desideri e sulla vita quotidiana dei suoi clienti.
1. Come affronta la scelta del tappeto in un nuovo progetto: viene prima il tappeto o il resto dell'arredamento?
Da me viene per prima, in realtà, la parete – naturalmente solo se non deve restare semplicemente bianca. La prima cosa che stabilisco sono quindi i colori delle pareti. Poi viene l'arredamento vero e proprio, con i mobili. E alla fine arrivano i tessili: tende, tappeti e accessori come le lampade.
La scelta del tappeto arriva da me volutamente piuttosto tardi. Il motivo è semplice: esistono innumerevoli modelli, materiali, colori e motivi. Una volta definito il concetto d'arredo, si può decidere in modo molto più mirato quale tappeto sia davvero perfetto per la stanza.
2. Che ruolo ha il tappeto nell'effetto che fa una stanza, soprattutto in quelle piccole?
Il pavimento, e per me ci rientra anche il tappeto, ha un'influenza decisiva sull'effetto della stanza.
Con un tappeto si può infatti cambiare in modo mirato l'effetto di un pavimento, oppure migliorare visivamente un rivestimento meno riuscito.Un esempio sono i pavimenti molto scuri, che siano in parquet o in cemento. Formano una base scura e spesso fanno sembrare una stanza un po' più piccola e più buia. Proprio nelle stanze piccole consiglio quindi un tappeto chiaro, in colori discreti, per schiarire visivamente lo spazio.
Anche con i pavimenti molto movimentati, per esempio piastrelle a motivi marcati o pavimenti in vinile con venature vistose, un tappeto grande e a tinta unita può fare miracoli. Copre buona parte del pavimento e porta molta più calma nella stanza.Vale lo stesso per i pavimenti con un sottotono grigiastro e freddo. Se in realtà si desidera un'atmosfera calda e accogliente, un tappeto in tonalità calde può compensare benissimo quell'impressione fredda e rendere la stanza più armoniosa. In linea di massima vale questo: proprio nelle stanze piccole i tappeti chiari, nel formato più grande possibile, fanno spesso sembrare lo spazio più ampio e creano al tempo stesso una base tranquilla e armoniosa per tutto l'arredamento.
3. A che cosa fa attenzione nel materiale e nella qualità, e dove vale la pena investire?
Guardo prima di tutto a chi è destinato il tappeto. Chi vive in quella casa? Ci sono bambini o animali? Il tappeto deve essere particolarmente facile da curare, robusto o resistente? Oppure in casa c'è qualcuno che soffre di allergie? Tutti questi fattori entrano nella scelta.Poi si tratta dell'uso della stanza e dell'effetto che si desidera. Un ingresso molto frequentato ogni giorno pone richieste ben diverse da un soggiorno o da una camera da letto, dove in primo piano c'è l'accoglienza.
Perciò nelle zone molto frequentate come l'ingresso o la cucina consiglio piuttosto un tappeto a pelo corto. È più facile da curare e regge meglio l'uso quotidiano. Per il soggiorno o la camera da letto si prestano invece particolarmente bene i tappeti a pelo lungo, shaggy o a tuftatura fitta. Danno una superficie morbida e calda e creano subito un'atmosfera accogliente.
4. Come abbina i tappeti ai colori delle pareti? (Sul suo sito ha articoli molto interessanti su questo tema.)
Sì, è chiaramente importantissimo che il pavimento si accordi al concetto complessivo. Con pavimento intendo in primo luogo il rivestimento: per esempio parquet, vinile o piastrelle. Il tappeto lo vedo più come un elemento di design o un accento, un po' come le tende.Con le tende per me è importante che si stacchino per colore dalla parete. Allo stesso modo un tappeto dovrebbe distinguersi per colore dal pavimento. Per me è anzi uno dei punti più importanti, perché tappeto e pavimento si incontrano direttamente. Con la parete questo collegamento immediato non c'è.
Naturalmente il tappeto dovrebbe accordarsi anche al concetto cromatico della stanza. Ma la cosa decisiva è che armonizzi con il pavimento e al tempo stesso se ne stacchi, per esempio con una tonalità più chiara o più scura.
Più forte è questo contrasto, più il tappeto diventa un punto focale e più risulta presente nella stanza.
5. Classico orientale o moderno: quando consiglia l'uno e quando l'altro ai suoi clienti?
In realtà non ho regole rigide. Mi oriento sempre su quello che i miei clienti mi portano come ispirazione. Di solito ricevo immagini da Pinterest, dalle quali spesso si legge già uno stile o certe preferenze.Se per esempio vedo tornare di continuo i tappeti orientali, allora questo entra naturalmente anche nei miei consigli.Quando la direzione non è del tutto chiara, mi affido al mio istinto. Mi chiedo allora: che cosa si adatta meglio alla stanza?
Che cosa potrebbe piacere alle persone che ci vivono? E a volte uso un tappeto anche in modo del tutto consapevole, per inserire una piccola rottura di stile. Un tappeto orientale, per esempio, può risultare incredibilmente interessante in un soggiorno moderno e dare più personalità allo spazio.
In generale ho però constatato che i tappeti vintage, con il loro aspetto leggermente sbiadito, sono incredibilmente versatili. Si abbinano a stili d'arredo molto diversi e risultano spesso particolarmente armoniosi. Se dovessi scegliere un solo stile di tappeto, sarebbe probabilmente il mio preferito.
6. Qual è l'errore più frequente che vede nella scelta del tappeto?
Un errore che vedo di continuo è la misura sbagliata. A volte i tappeti sono semplicemente troppo piccoli, tanto che ci sta a malapena il tavolino. Per l'effetto della stanza, però, non è affatto l'ideale.Come regola pratica di massima vale questo: il tappeto dovrebbe essere grande abbastanza perché ci stiano sopra circa due terzi dei mobili del soggiorno. Il divano non deve starci sopra per intero, ma almeno i piedi anteriori dovrebbero trovarci posto. Idealmente i bordi del tappeto spariscono perfino un po' sotto i mobili imbottiti. Così la stanza risulta decisamente più armoniosa e coerente.
Un altro errore frequente è la scelta del colore. Il tappeto dovrebbe armonizzare con il pavimento, ma staccarsene comunque con chiarezza. A volte la combinazione di colori semplicemente non funziona; a volte invece tappeto e pavimento hanno quasi esattamente la stessa tonalità, e allora il tappeto sparisce visivamente.Mi piace paragonarlo a una tenda bianca davanti a una parete bianca. Può funzionare, se si cerca un effetto molto tranquillo e leggero. Per la mia esperienza, però, le stanze risultano più vive, più pregiate e acquistano più profondità quando fra pavimento e tappeto nasce un contrasto delicato.
7. Un progetto concreto in cui il tappeto ha cambiato la stanza: ce lo racconta?
Mi viene in mente subito un progetto. I miei clienti si erano appena trasferiti in un appartamento nuovo. La zona giorno aperta era fatta di quattro aree: cucina, pranzo, soggiorno e una zona lounge nel bovindo, con finestre a tutta altezza.La sfida era che la zona giorno e la lounge dovessero risultare un'unità, nonostante l'uso diverso. Nel bovindo i clienti desideravano mobili imbottiti accoglienti per le serate in compagnia, mentre la grande composizione di divani era pensata soprattutto per guardare la televisione.
La sfida più grande era il tappeto. Un classico tappeto rettangolare non avrebbe ripreso la forma particolare della stanza. Dopo una lunga ricerca ho trovato alla fine un tappeto asimmetrico, una specie di forma a rene, che ha collegato visivamente divano, chaise longue e poltrona.Mi piace paragonarlo a un vassoio: più oggetti decorativi appoggiati sopra si leggono subito come un'unità. Allo stesso modo un tappeto dà ai mobili una cornice visiva e fa sì che tutta la zona risulti armoniosa e come fatta di un pezzo solo.
8. Il suo consiglio più importante per chi è in cerca di un tappeto?
Il mio consiglio più importante sarebbe: usi i tappeti in modo del tutto consapevole come strumento di design. Danno alle stanze più profondità, calore e comodità, e spesso è proprio il tappeto a rendere davvero vivibile un arredamento.In soggiorno e in camera da letto mi piace particolarmente lavorare con tappeti che portano molta struttura: per esempio tappeti a pelo lungo, tappeti a tuftatura spessa o modelli con una struttura a rilievo.
Grazie alla loro texture risultano più vivi e più pregiati di un tappeto liscio a pelo corto e creano un'atmosfera particolarmente accogliente.Naturalmente la scelta dipende sempre dalla stanza. Nelle zone molto frequentate un tappeto a pelo corto è spesso la soluzione più pratica. Ma quando si parla di accoglienza, sceglierei sempre un tappeto con più struttura e texture.
Intervista: Morgenland × Anna Bergner, interior designer
